KARMA, DHARMA E DESTINO

La libertà di scegliere chi vogliamo essere

Riflettere e lavorare sul karma è, oggi più che mai, una necessità perché riguarda tutti molto da vicino, molto di più di quello che pensiamo.

Karma, dharma e destino sono tre parole che hanno varie sfaccettature, varie interpretazioni; a noi interessa vedere che cosa di tutto questo è utile alla nostra pratica, al di là delle speculazioni filosofiche.

Cos’è questa entità, questo essere che chiamiamo Karma?

Non è nient’altro che una benedizione perché è lo strumento che abbiamo a disposizione per poter direzionare la nostra energia secondo le migliori intenzioni possibili. Innanzitutto va un po’ demistificato: il karma non è un concetto mistico ma, al contrario, è un concetto estremamente pragmatico; è una legge di causa/effetto, cioè la stessa legge che osserviamo anche nella dimensione fisica. E’ una legge universale, al servizio dell’uomo e non contro l’uomo. E’ la misura che ci consente di comprendere quanto nel nostro cammino stiamo evolvendo e se stiamo andando nella direzione corretta. In un certo senso il Karma è ciò che ci aiuta a rimanere nel cammino.

Quanto al Dharma, esso non è un concetto individuale, bensì è la via di ogni essere umano, il Tao. In qualsiasi tradizione spirituale è presente il concetto di una via: “Io sono la via, la verità e la vita” diceva il Cristo. Se usciamo dall’idea che esista un Dharma personalizzato per ciascuno di noi, possiamo realizzare che in realtà c’è un solo Dharma, una sola via. E’ esattamente quello che diciamo nelle costellazioni: la via è una, ed è fondamentalmente ritornare a essere Amore. L’unica cosa che noi dobbiamo fare nel nostro percorso evolutivo è recuperare tre cose fondamentali: la saggezza, l’amore e l’azione. La saggezza ha a che fare con la giusta visione, con il vedere la realtà per quello che è e non per come la percepiamo soggettivamente. L’amore è fatto di alcune qualità: la compassione, la gentilezza e la cura amorevole; è la nostra più intima essenza quindi di fatto il nostro Daimon, il nostro significato, il nostro proposito. Quando non ci focalizziamo su qualcosa di esterno da noi, su qualcosa da raggiungere, ma ci focalizziamo sulla nostra propria essenza, entriamo dentro al nostro cuore e lì troviamo la nostra essenza. Allora sì che il nostro Daimon si disvela. La nostra importanza non nasce dal nostro io che dice “Io ho un grande proposito e salverò il mondo!” oppure “io voglio essere al servizio del mondo”; sono solo paroloni vuoti, se non li riempiamo di significato. Potremmo dire “Io sarò al servizio del mondo” quando avremo percorso davvero un cammino di Dharma sincero, in cui ci svestiamo completamente delle maschere, dei filtri, dell’ego. Quando l’ego si toglie di mezzo allora sì, a quel punto si trova il significato.

Tornando al karma, tre concetti fondamentalmente aiutano a comprenderne il significato: 1. Il concetto di causa 2. Il concetto di condizione 3. Il concetto di risultato. Il Karma è la legge di causa effetto: ogni azione lascia una traccia, non si esaurisce, non svanisce nel nulla; crea un’inerzia, crea un’onda, una vibrazione, una frequenza, una memoria, genera un movimento che non si esaurisce quando finiamo la nostra azione. Se prendiamo un sasso e lo lanciamo non è che l’azione si esaurisce quando ritiriamo il braccio, non si esaurisce quando lasciamo andare il sasso. Essa si esaurisce quando il sasso magari avrà compiuto la sua traiettoria, quando forse avrà colpito qualcuno o qualcosa, quindi la mia azione non si esaurisce quando penso che si esaurisca. Lanciamo il sasso ma l’azione non si esaurisce quando apriamo la mano; si esaurisce chissà quando e chissà dove perché non conosciamo i tempi karmici. C’è un ritardo sistemico di cui tenere conto: lanciamo il sasso, arriverà a bersaglio (dove il bersaglio siamo ancora noi perché ritornerà a noi quel sasso) ma non sappiamo quando e non sappiamo dove. Quindi ogni causa crea una condizione; la nostra realtà è fatta da condizioni che hanno avuto alla base delle cause. Le condizioni che stiamo vivendo hanno avuto delle cause che stanno chissà dove e chissà quando, ma che comunque sono connesse e coerenti rispetto alle condizioni che abbiamo davanti oggi, comprese le condizioni difficili che stiamo vivendo. Possiamo chiederci: “quali cause posso aver messo in atto io in questa o in altre vite che hanno determinato questa condizione?”. Se guardiamo le condizioni che abbiamo attorno dobbiamo anche chiederci: “ma qual è la mia parte di responsabilità?”. Se tutti noi abbiamo una visione spirituale e se noi tutti pensiamo e riteniamo che ci sia un’interconnessione tra le cose, anche al di là dello spazio del tempo, abbiamo bisogno a un certo punto di dirci “Ok, ma allora queste condizioni le ho create io, ho contribuito a crearle; da qualche parte ho messo io le cause per vivere proprio questo e proprio ora”. Se la vediamo così usciamo dal vittimismo, usciamo del vittimizzarci, iniziamo a guardare la realtà con una prospettiva diversa per tutto quello che sta accadendo e ci riportiamo alla nostra responsabilità, cioè alla domanda “Quando posso aver messo le cause per quello che sta accadendo in questa vita e in altre vite?”. E una delle sfide che abbiamo è proprio andare alla ricerca delle cause che possono essere anche molto lontane nel tempo di questa o di altre vite.

C’è un altro punto molto importante: in passato ci sono state le cause, oggi ci sono delle condizioni, il nostro modo di reagire a queste condizioni sarà la causa per altre condizioni future. Quindi il punto vero è che l’importanza del Karma non è avvilirci su come siamo stati in passato e sulle scelte orrende che non rifaremo mai più; non è quello, non è farci del male. Il karma è uno strumento positivo, il karma ci ama e ci vuole bene, il karma ci vuole bene e ci vuole far evolvere: è uno strumento per la nostra evoluzione. Il punto è farsi un’altra domanda: “date le condizioni che ho, dato che queste condizioni sicuramente hanno delle cause che ho messo io in passato, quali cause posso mettere io ora per creare delle condizioni migliori domani? In che modo posso prendere questo sasso e lanciarlo, questa volta però secondo alcuni principi che sono legati al bene, alla gioia, alla felicità, all’altruismo, alla gentilezza e alla gratitudine?”. Per esempio nel Buddismo si parla delle 6 perfezioni, si parla di quattro attitudini/ atteggiamenti incommensurabili che sono la gentilezza amorevole, l’equanimità, la compassione e la gioia empatica, cioè la capacità di ri-gioire, di gioire per la felicità degli altri.

“Quali nuove cause posso mettere io per generare delle condizioni diverse?”. Questo è il nostro libero arbitrio. Noi non abbiamo tanta libertà, gran parte della nostra vita è già predeterminata, non illudiamoci, ma quel grado di libertà che abbiamo lo dobbiamo impiegare bene. Quello è il nucleo di consapevolezza che possiamo inserire tra il passato e il futuro: tra queste due grandi forze c’è l’uomo, quell’essere minuscolo e immenso allo stesso tempo che sta al centro di queste due grandi forze, il passato e il futuro. E ci sono altre due forze: la materia e lo spirito e l’essere umano è al centro di queste forze. Allora quello che possiamo fare è collocare un nucleo, un cuneo di consapevolezza. Quando noi siamo completamente soggetti alle forze karmiche, cioè all’inerzia, quello che succede è che il karma del passato getta un’ombra lunga sul futuro, e quindi non viviamo un futuro vero, non viviamo il futuro del futuro, non viviamo il futuro del nostro Daimon connesso al Dharma ma viviamo il futuro karmico, cioè un futuro che è già scritto e già predestinato. L’unica modalità che abbiamo per uscire da questo incantesimo è creare questo nucleo di presenze di consapevolezza, che apre uno spazio di presenza diverso in cui ci facciamo delle nuove domande. “Qquali cause posso mettere oggi, quale nuova azione più libera posso fare oggi per far sì che le condizioni di domani siano diverse?”. Il risultato è l’incontro tra le condizioni che abbiamo fuori di noi e dentro di noi e la nostra mente, ovvero quelli che vengono chiamati anche i nostri “veleni mentali”.

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